La Storia del Ddb

CENNI STORICI

Le origini del Dogue de Bordeaux sono localizzate nella zona che si estende tra la città di Bordeaux e quella dei Pirenei fino a Tolosa. Dai reperti archeologici trovati in Asia – tra cui un bellissimo bassorilievo datato 850 a.C. recuperato a Ninive -[singlepic id=151 w=160 h=120 mode=web20 float=left] fanno risalire il Dogue de Bordeaux all’epoca della civiltà greco-romana. Questo cane possente è uno dei più antichi in terra francese e furono probabilmente le invasioni barbariche che fecero in modo che si creasse il Dogue de Bordeaux di oggi.
Il Dogue de Bordeaux è un molossoide discendente dai grandi cani Assiri e dell’Epiro, i quali sono i progenitori del cane d’Aquilania, molto verosimilmente esso deriva.

Questi cani giunsero in Europa con molta probabilità a seguito dei Celti, una popolazione di origine Indo-Europea che li utilizzava nella caccia alla selvaggina grossa e pericolosa, nella custodia del bestiame, per la guardia e in guerra.

Altro popolo di origine Orientale che raggiunse l’Europa stabilendosi sull’estuario della Gironda, fu quello degli Alani, essi possedevano a loro volta cani di grande taglia utilizzati anch’essi per la caccia e la guerra. Si arriva così al XV secolo quando si hanno le prime notizie, abbastanza certe, sullo sviluppo delle razze canine.[singlepic id=153 w=160 h=120 mode=web20 float=right]

Verso il 1500 vi furono scambi tra molossi allevati in Inghilterra, in Francia e in Spagna: tutti i cani poi vennero utilizzati prevalentemente in combattimento contro altri animali. ( Cinghiali – Orsi…)

Molto diffuso nel periodo della Rivoluzione Francese come cane da guardia dei possedimenti di nobili, il declino del Dogue si ebbe dopo la caduta del potere reale e di quello nobiliare.
La rinascita della razza è alla fine del 1800 grazie a un cinofilo francese, Jean-Pierre Mègnin, che cercò di risalire nella storia di questo antico cane, rintracciandone tracce da Bordeaux a Landes, dai Pirenei a Midi.
[singlepic id=152 w=160 h=120 mode= web20 float=left]Troviamo uno dei primi Dogue de Bordeaux in un’esposizione canina del 1883 durante la quale vinse Bataille che per Megnin era la giusta immagine della razza: 67 cm al garrese, testa piatta e trapezoidale notevole rispetto al corpo. Da qui si può iniziare a parlare della nuova diffusione cinofila di questo nobile e particolarissimo cane che si diffuse nel corso degli anni anche al di fuori della Francia arrivando in Giappone, Cina, Stati Uniti e Canada.

Il Dogue de Bordeaux in passato era utilizzato per la caccia di cinghiali, orsi e per combattimenti, oggi grazie ad attente selezioni, hanno smorzato i lati più spigolosi del suo carattere, ma soprattutto, non viene allevato più alla violenza; Oggi si è rivelato un cane equilibrato, affettuoso  molto socievole, amante della vita in famiglia e delle comodità che essa offre.[singlepic id=154 w=160 h=120 mode=web20 float=right]

Infatti, gli allevatori si adoperarono per addolcire questo temperamento e già nel 1948 un articolo di una  nota rivista francese, scrisse: “ …questo cane intelligente è insieme sincero ed astuto. Un bambino può accarezzarlo senza provocare reazioni di ostilità. E’ socievole ed affidabile; i clienti del suo padrone possono andare avanti e indietro senza temere un attacco inaspettato.

La notte però quando è investito della responsabilità di montare la guardia alla proprietà, nessuno potrebbe azzardarsi a varcare la soglia”.

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