Lo standard

Vogliamo proporvi la descrizione dello standard del bouledogue francese in una particolare chiave raccontata da tipresentoilcane.com:

ASPETTO GENERALEUn tipico molossoide di piccola taglia. Possente per la sua piccola taglia, corto, compatto in tutte le sue proporzioni, con muso corto, naso rincagnato, orecchi eretti e una coda naturalmente corta. Deve avere l’aspetto di un animale attivo, intelligente, molto muscoloso, di costruzione compatta con una solida ossatura.

Ora, io mi chiedo: ma si può dire soltanto che questo cane ha gli “orecchi eretti”?
Che sono due parabole satellitari non dovremmo specificarlo, giusto così, per preparare all’impatto chi ancora non conoscesse la razza?
E non è neanche solo lo Standard, a dire il vero, a glissare sull’aspetto più eclatante del cane.
Su libri, riviste e siti che parlano del bouledogue, infatti, si legge che esso viene definito “piccolo culturista”, “piccolo Ercole”, “piccolo carro armato” e così via.
Sarà… ma ogni volta che mi è capitato di andare in giro con qualche amico bouledogue-munito, la frase che ho sentito ripetere più spesso è stata:  “Che carino! Prende anche Sky, o solo il digitale terrestre?”.
E subito dopo se la ridevano felici, convinti di aver fatto la battutona originalissima (mentre l’umano del bouledogue alzava gli occhi al cielo, pensando: “ancoraaaaaaaaaaa?”, perché la stessa battutona se la sente ripetere millemilaventitrè volte al giorno).
Insomma: il VERO aspetto generale del bouledogue è quello di un CLAMOROSO paio di orecchie con un cane sotto. Cane che per la Sciuramaria, di solito, è una specie di carlino.
In realtà il bouledogue non discende affatto dal carlino (anche se qualche Autore ritiene che ad un certo punto della sua storia un po’ di sangue di carlino sia stato immesso per “ammorbidire” il carattere del bouledogue, che era “bulletto” di nome e di fatto), ma è nato dall’incrocio tra il Toy bulldog e il Ratier (detto anche Terrier Boule), due molossi di piccola taglia assai diffusi nella Francia dell’800.

VARIETA’ ALTERNATIVE:  per quelli che non conoscono la razza: bulldog o carlino.
Anzi, “carlino?”. Col punto interrogativo, perché  qualcosa non gli torna  (probabilmente pensano a un carlino maltrattato da piccolo, appendendolo per le orecchie).
Tra quelli che invece “sanno”: boule francese, bulldozer francese, bludog francese…eccetera. E’ sempre la prima parte del nome a causare qualche impiccio linguistico:  che sia francese l’hanno capito.
La varietà più interessante che ho sentito nominare finora, comunque, è stata: “Quel cane che si usa al posto della borsa dell’acqua calda”. Premio Sciuramaria per la creatività.

CARATTERE ED ATTITUDINI: socievole, vivace, giocherellone, sportivo, sveglio. Particolarmente affezionato al padrone e ai bambini.
Be’, sì.  Indubbiamente.
Solo che “particolarmente affezionato” è un eufemismo.
Neppure “morboso” rende sufficientemente l’idea.
Dovete pensare ad un cane che non vi vive “vicino”: vi vive addosso. Non vi lascia un solo secondo di privacy.
Non si sgancia, non vi molla.
Quando vi sposterete, in casa o fuori, avrete l’impressione di avere tre piedi.
Quando mangerete, dormirete, andrete in bagno, sarete costantemente monitorati da due occhioni vigili, adoranti ma anche pronti all’intervento… perché il bouledogue, a differenza di altri cani da compagnia che vi stanno appiccicati perché vogliono sentirsi protetti, vi sta appiccicato per proteggere VOI.
Ha la profonda convinzione che non sareste mai in grado di cavarvela da soli e che dunque vi serva assistenza continua (sì, anche in bagno).

E’ un bodyguard in miniatura, tutto muscoli e dedizione, coraggioso fino all’inverosimile: anzi, diciamo pure “temerario”, perché a volte fa cose che fanno dubitare del fatto che i cani abbiano un minimo di cognizione del pericolo e di senso della sopravvivenza.
E’ disposto a sacrificare la sua vita per voi in ogni momento… ma, volendo, anche a sacrificarla per raggiungere un gatto passando attraverso una porta. O tirando giù di peso l’albero su cui si è rifugiato.
Perché – come un po’ tutti i bulli, piccoli e grandi – è profondamente e pienamente convinto di poter abbattere qualsiasi ostacolo (e a volte ha anche ragione, perché ci riesce davvero: ma esistono dei limiti. Che lui NON conosce nè considera).

Ovviamente, se poi riesce a raggiungere il gatto ci gioca: perché lui è un vero buono, un cuore tenero in una struttura d’acciaio. Non è un bamboccione scemone: è anche un buon cane da guardia e perfino un difensore, se si rende conto che i suoi umani sono in pericolo. Però, tendenzialmente, lui è amico di tutti e pronto a innamorarsi di chiunque (pur restando convinto che su questa terra ci sia un solo ed unico Dio: l’umano che ha scelto).
Il fatto che tutto questo coraggio e tutto questo amore siano condensati in un cane che (gli piaccia o meno) non arriva a 15 chili crea negli umani un “effetto-tenerezza” capace di far capitolare anche il cinofobo più accanito, che così si porta a casa un cane che ti guarda col fumetto che dice: “ti proteggo io, faccio tutto io, tu non ti preoccupare che ci penso io”. Dopodiché scopre che invece bisognerà proteggere lui (soprattutto da se stesso), stare attenti a lui (specialmente ad una sua peculiarietà che vedremo alla voce TRONCO) e preoccuparsi pure un pochino, perché come tutti i “musi schisci”, il boule è ad alto rischio di colpo di calore.

In pratica è come avere due cani diversi, a seconda delle stagioni: d’inverno è una forza della natura, inarrestabile, atletico, un vero “bulldozer” giocherellone e soprattutto un irresistibile pagliaccio.
D’estate è un cane da tenere il più possibile tranquillo, rigorosamente al fresco, senza sognarsi proprio di lasciarlo in macchina neanche per cinque minuti, neanche con i finestrini socchiusi.

Il problema è che lui non lo sa: lui si sente “forza della natura” sempre e comunque.
Ma il rimedio è semplice: basta che NOI diventiamo tranquilli e sedentari durante i mesi più caldi (e non è che si faccia ‘sta gran fatica, diciamolo…) e lui si adeguerà, perché intanto fa tutto quello che facciamo noi. L’unica differenza starà nel fatto che d’inverno lui sarà la nostra ombra, mentre d’estate noi dovremo essere la sua. In senso molto letterale.
Che altro aggiungere, sul  carattere?
Che è un buono, l’abbiamo detto. Con umani, altri cani, altri animali.

Lui giocherebbe con chiunque, dal bambino (che solitamente adora a prescindere: anche se non ne ha mai visto uno, anche se non è mai stato socializzato sui bambini) alla tartaruga o alla lucertola: il fatto che poi la lucertola (ammesso che la acchiappi) la divida in due, è un incidente di percorso assolutamente non voluto.
Piccolo o no, lui ha un morso davvero potente: e ce ne accorgeremo quando sgonfierà (in tre nanosecondi circa) il primo pallone che gli avremo regalato.

Cioè: i tre nanosecondi li impiega dal momento in cui riesce effettivamente ad affondarvi i denti… perché prima può anche passare mezz’ora a dare musate col pallone che si limita a rotolare un po’ più in là, visto che la sua apertura boccale è decisamente ridotta a causa del muso corto e piccoletto. Ma siccome questo è uno dei cani più caparbi del mondo, prima o poi i denti li affonderà. E tre nanosecondi dopo, il pallone farà psssssssssssssssssss: dopodiché, finalmente, lui riuscirà ad afferrarlo quando e come vuole e comincerà a giocarci alla grande (occhio soltanto a fermarlo prima che si faccia venire un infarto, perché da solo lui NON si ferma. Sarebbe capace di giocare per dodici ore di fila, o almeno fino al momento in cui crollerebbe distrutto).

Questa caparbietà, per puro caso, influisce anche sulla docilità?
Oh, yeah! Potete scommetterci!
Questo, sia chiaro, non significa che sia un cane ineducabile/inaddestrabile: se lo prendete per il verso giusto, se non provate MAI, per nessun motivo al mondo, ad imporvi con la forza, ma se chiedete “per favore”… allora potrete anche ottenere un cane obbediente.
O quasi.
Vabbe’…più “quasi” che “obbediente”.
Siccome è un genio, lui giudica tutto quello che gli chiedete: e se la cosa non gli sembra degna di essere presa in considerazione, semplicemente non la fa.
Però sarà quasi sempre un cane bene educato, anche quando voi sbracate e diventate iper-permissivi: perché lui ha un certo aplomb naturale, una capacità innata di “umanizzarsi” e di sapersi comportare a modino in quasi tutte le situazioni.
Sì, lo so…ho di nuovo detto “quasi”:  perché ogni tanto, non lo si può negare, la birichinata gli scappa.
Più spesso che no.
Insomma, abbastanza spesso.

Ma la vera fregatura è un’altra: è che non riesci a sgridarlo.
E’ proprio impossibile. Non ce la fai.
Tu parti tutto incazzato, vai lì per dirgliene quattro e lui ti fa una faccia col fumetto che dice: “Ma sei davvero arrabbiato? Ma dai? Ma perché? Non l’ho mica fatto apposta…non vedi quanto ti amo? Ti pare che farei MAI una cosa apposta per farti un dispiacere?”
Per dire tutto questo, gli basta UNO sguardo. E tu sei fregato.
Io conosco decine, ma che dico, centinaia di persone assolutamente convinte che il loro cane gli “faccia i dispetti”: che abbia un animo maligno che lo spinge a bieche vendette qualora venga trascurato, o offeso in qualche modo.
Invece TUTTI gli umani di boule, quando il cane gli combina le peggio cose, sono convintissimi che non l’abbia fatto apposta.
Un cane ruffiano come questo, statene pur certi,  non esiste al mondo. Però bisogna anche riconoscere che è veramente un genio, capace di farsi perdonare qualsiasi efferatezza (anche i dispetti: perché è proprio contrario a qualsiasi studio di etologia-psicologia canina, eh! Ma sotto sotto io sono quasi certa che questi qua, i dispetti, li sappiano fare davvero…).

TESTA: la testa deve essere molto forte, larga e quadrata, con la pelle che forma pieghe e rughe quasi simmetriche. La testa del Bouledogue Français è caratterizzata dalla contrazione della parte mascella-naso; il cranio riguadagna in larghezza quello che ha perso in lunghezza.
Tradotto in termini meno tecnici: ha una capoccia tanta. Durissima. Ve ne accorgerete la prima volta che vi chinerete su di lui per accarezzarlo e lui salterà su per baciare in bocca voi.
Il CLANG si sente solitamente a un chilometro di distanza. L’umano, solitamente, casca lungo per terra.  Il cane lo annusa tutto preoccupato: “Come mai sei caduto? Cos’è successo? Io non mi sono accorto di niente..”
CONSIGLIO SPASSIONATO:
non chinatevi mai verso la testa di un bouledogue. Piuttosto vero la coda (anche se potrebbe esserci l’effetto collaterale indesiderato che troverete sempre alla voce TRONCO).

OCCHI:  di espressione vivace, inseriti bassi, piuttosto lontani dal tartufo e specialmente dagli orecchi, di colore scuro, piuttosto grandi, ben rotondi, leggermente sporgenti, senza che si veda traccia di bianco (sclera) quando il cane sta guardando davanti a sé. I bordi palpebrali devono essere neri.
Oltre a tutto questo, sono occhi  umani. Altro termine non v’è, anche se in realtà gli occhi umani sono molto MENO espressivi dei suoi.
Quando socchiude gli occhi e solleva un po’ il labbro da una parte, il bouledogue sogghigna. Un sacco di cani sono capaci di ridere e di sorridere, ma a sogghignare così ci riesce solo lui. E il bello è che, di solito, lo fa assolutamente a proposito, nei tempi e nei modi che richiedono perlappunto un sogghigno. L’effetto è irresistibile.

BOCCA:  lo Standard qui dice cose molto importanti, quindi riporto quasi interamente il lato tecnico: “labbra spesse, un po’ rilassate e nere. Il labbro superiore si unisce all’inferiore nel punto centrale, ricoprendo completamente i denti che non dovrebbero mai essere visibili.
La lingua non si deve mai vedere. La mascella è ampia, squadrata, potente. La mascella inferiore mostra un’ampia curva, che termina davanti alla mascella superiore. A bocca chiusa, la sporgenza della mascella inferiore (prognatismo) è moderata dalla curva delle branche mandibolari inferiori. 
Gli incisivi inferiori non devono mai, in nessun caso, essere dietro quelli superiori.
La mascella non deve mostrare alcuna deviazione laterale, né torsione”.

Tutto questo è fondamentale per distinguere un bouledogue tipico e corretto da uno che gli somiglia vagamente (come accade con i cuccioli dell’Est, spesso portatori di difetti che non solo rovinano l’estetica, di cui potrebbe anche fregarci poco, ma che danneggiano la qualità della vita del cane. Quindi, per pietà, NON COMPRATE mai bouledogue da negozi, fiere e cagnari vari, ma andate solo in un buon allevamento!).
Disquisizioni morfologiche a parte, quello che ci interessa di più per quanto riguarda la bocca, nella nostra vita con un bouledogue, sono i versi che fa.
Per esempio, parlando del carattere abbiamo descritto l’impatto di un boule con il pallone e abbiamo detto che non riesce a bucarlo subito, perché fatica ad afferrarlo. Ecco, in questi momenti  il boule emetterà una spettacolare compilation di sbuffi, grugniti ed altri versacci (che tradotti significano “Ma porcacc…makkekazz…com’è che non riesco ad affondare i denti in ‘sto dannato pallone?”) che NULLA hanno di canino, ma che sono assolutamente tipici della razza.
Siccome comincerà ad emetterli fin da cucciolo, dopo i primi colpi al cuore (“oddio, che ha? Sta male? Sta soffocando?”) ci faremo l’abitudine.

Un filino più difficile sarà abituarsi al fatto che il boule russa. E qualcuno potrà pensare: “Vabbe’, dai, moltissimi cani russano, che vuoi che sia?”
Voi non avete idea.
Forse ve l’ho già raccontato: anch’io, prima di mettermi col mio attuale compagno, avevo avuto un marito che russava. E prima ancora, una madre che russava.
Pensavo di esserci abituata.
PENSAVO, appunto.
Poi sono venuta a vivere con questo qua ho passato una settimana filata di notti insonni, con gli occhi a palla, chiedendomi come un essere umano potesse arrivare a cotanta emissione di decibel (l’ottavo giorno sono praticamente crollata secca, e da allora non l’ho più sentito).
La stessa cosa me la sono chiesta quanto ho sentito russare per la prima volta un bouledogue.
L’unico essere vivente al mondo che ho sentito russare ANCORA più forte (anche del mio compagno, il che lo colloca dritto in sede “Guinnes dei primati”) è stato un mastino napoletano: però, se facciamo le debite proporzioni di taglia, il bouledogue non ha rivali al mondo.

NOTA: quando lo Standard dice che “la lingua non si deve mai vedere”, parla di un cane piazzato sul ring, in attenzione, a bocca chiusa. Nella vita di tutti i giorni la lingua del boule la vedrete abbondantemente: sia perché ve la mostra in duemila occasioni diverse, sia perché, se appena gliene capita l’occasione, ve la pianta in bocca.

ORECCHIE: tenetevi forte, prima di leggere la definizione dello Standard. Pronti?
Eccolo: “di media misura“…
Dai, dai, dai… ripijatevi!
Lo so che ci si strozza dal ridere e che si casca dalla sedia, ma lo Standard dice esattamente così (chi l’ha redatto doveva pensare che le uniche orecchie al mondo che si potessero definire “grandi” fossero quelle di Dumbo).
Per il resto, invece, la descrizione è normale: “ampi alla base e arrotondati alla cima. Inseriti alti sul capo, ma non troppo ravvicinati, portati eretti. Il padiglione auricolare è aperto verso l’avanti. La pelle deve essere fine e soffice al tatto”.
E infatti è finissima e sofficissima ed è praticamente impossibile non pasticciarla e non piantarci il naso dentro, coprendola di baci. A questo punto il cane farà una delle sue mille faccebuffe che significano: “Sì, mi rendo conto, lo so che sono irresistibile e che è impossibile non amarmi alla follia: però, se mi mollassi le orecchie, sarei più contento”.
NOTA: i cuccioli possono avere le orecchie pendenti per qualche mese: in altri casi, invece, le alzano subito. Quando le alzano molto presto sono una cosa allucinante, perché la testolina è ancora piccina, ma le orecchie sono già smisurate: occhio a non visitare un allevamento se non avete intenzione di prendere un cucciolo, perché se ne vedete uno con quella faccia lì e quelle orecchie lì NON riuscirete a resistere e ve lo porterete a casa seduta stante.

TRONCO:  la linea superiore si alza progressivamente a livello del rene per scendere rapidamente verso la coda. Questa conformazione, che deve essere ricercata, è la conseguenza del rene corto. Il dorso è ampio e muscoloso, il rene corto e ampio, la groppa obliqua. Il torace è cilindrico e ben disceso; la cassa toracica a botte, molto rotonda, con petto ampio. Ventre e fianchi sono rilevati, senza essere eccessivamente retratti.

Eeeee…. basta?
Sì, basta. Lo Standard non dice nulla. Lo Standard, evidentemente, è timido e pudico e finge di non ricordare che alla fine del tronco, proprio sotto la coda, c’è un forellino. E che da quel forellino fuoriescono, non proprio in continuazione ma moooolto più spesso di quanto non sarebbe desiderabile, gas asfissianti.
Ebbene sì, signori.
Bando alla vergogna e diciamolo forte e chiaro: esso scoreggia.

Mica sempre, per carità: solo in casi particolari. Per esempio, quando arriva la vecchia zia (una di quelle della serie “i cani in casa, che schifo!”), che appena entra in casa trova il primo pelo anche se hai passato il bidone aspiratutto mezz’ora prima in modo maniacale; che comincia subito a sniffare come un segugio in cerca di qualsiasi vaga traccia di odore canino nell’aere;  che riesce a trovare l’impronta di zampa anche nell’angolino più recondito della dispensa e ad alzare il sopracciglio in segno di OIBO’.
Per fortuna la  vecchia zia, nonostante tutto, è un essere umano: e dopo che ha incontrato il bouledogue e lui l’ha guardata negli occhi con il suo tipico sguardo da “come puoi non amarmi?”, le ha dato la zampina e si è messo a pancia all’aria per farsi grattare il pancino…cede clamorosamente come tutti gli esseri umani del mondo. Non resiste più. Tenta di far la dura per cinque minuti, ma poi lancia un gridolino estasiato e abbassa la testa per strusciargli il naso sul pancino.
Ed è lì che il bouledogue, immancabilmente, molla. In quantità industriale.

Ma non solo lì, ovviamente. Molla anche in esposizione, quando hai fatto il BOB, il BOG e sei in finale per il Best in Show. Il giudice ti si avvicina, osserva, hai la splendida sensazione  che il cane l’abbia colpito…si china per osservarlo meglio…e lui PZZZZZZZZZZZ!
Dopodiché hai l’assoluta certezza che il giudice sia stato colpito. A morte, però.
Non serve cambiare alimentazione, non serve tenerlo più tranquillo possibile, la scienza umana finora non ha trovato alcun rimedio: tocca subire. Però, dai: cosa vuoi che sia qualche puzzetta, in cambio di tutto l’amore, la simpatia, l’estro, l’intelligenza – anzi, lo ribadisco: la genialità – che ti può offrire un cane così?

ARTI:  anteriori verticali e paralleli visti di lato e dal davanti, e ben separati. Spalla corta, spessa, con una muscolatura ferma e visibile. Braccio corto. Gomito aderente al corpo. Avambraccio corto, diritto e muscoloso
Gli arti posteriori, forti e muscolosi, sono un po’ più lunghi degli anteriori, rendendo così il posteriore più alto. Le gambe sono verticali e parallele sia viste di profilo che da dietro.

NOTA:
il bouledogue vi darà modo di osservare con tutta tranquillità i suoi arti anche da sdraiato, visto che la sua posizione preferita è quella “a pelle di leone”: anteriori stesi in avanti e posteriori stesi indietro, tipo rana. Comincia ad assumerla da cucciolo e non smette mai più, forse perché così si rinfresca la pancia (però si mette così anche a dicembre…).

CODA: corta, inserita bassa nella groppa, vicina alle natiche, spessa alla base, ritorta o naturalmente rotta e che si assottiglia alla punta. In movimento deve stare al di sotto dell’orizzontale.
Niente da aggiungere a quanto dice lo Standard, se non un’ovvia considerazione: se fosse un filino più lunga, forse la coda in certi casi servirebbe da tappo…o magari da spartiacque (anzi, spartiarie).
Però è corta, rassegnatevi. E lo è naturalmente, non perché venga tagliata.

MANTELLO: bel pelo raso, fitto, lucido e soffice
COLORE: fulvo uniforme, striato o no, o con macchie limitate (bringé) – fulvo, striato o no, con macchie di media grandezza o predominanti (caille).  Tutte le sfumature fulve sono ammesse, dal rosso al marrone leggero (caffèlatte). I soggetti interamente bianchi sono classificati come “striati fulvi con macchie bianche predominanti”.

TAGLIA E PESO: il peso non deve essere inferiore a 8 kg. né sopra i 14 kg. Per un Bouledogue in buone condizioni; la taglia deve essere proporzionata al peso.
Sì, l’avevamo già detto e lo ripetiamo: non deve superare i 14 chili. Insomma, è un cosino piccino: non minuscolo, no, ma decisamente piccolo.
Se però appartenete a quel genere di persone che pensano “un cane piccolo, MAI!”… se solo conoscerete un po’ da vicino un bouledogue, è facile che cambiate idea. Perché c’è tanto di quel cane, in quel cosino apparentemente piccolo e botoloso, da non accorgersi neppure che è un molosso formato bonsai. Anzi, scoprirete che un cane di queste dimensioni è immensamente più facile da gestire, senza che per questo capiti mai di rimpiangere qualche chilo o qualche centimetro in più. Provare per credere.

QUALCHE CONSIDERAZIONE AGGIUNTIVA:

Ci sono diverse persone, lo so bene, che considerano i “minibulli” come scherzi della natura (anzi, dell’uomo: l’accusa principale è proprio quella di aver creato cani “innaturali”), incapaci di accoppiarsi, riprodursi, respirare e chi più ne ha più ne metta.
Tutto questo è vero solo in un caso: quando si esagera, ovvero quando si va oltre il “tipo” (che è l’esaltazione delle caratteristiche di razza) e si sconfina nell’”ipertipo” (che è invece l’esasperazione di queste caratteristiche).
Il bouledogue tipico è assolutamente in grado di accoppiarsi naturalmente (se non ci state attenti, i maschi vi trombano pure una femmina di alano, se lei è d’accordo e ci mette un po’ di buona volontà per andargli incontro); i parti possono essere faticosi e spesso richiedono il cesareo, ma non sempre e non obbligatoriamente.

Quanto alla capacità di respirare agevolmente e quindi di poter correre, giocare, saltare…posso assicurarvi che un boule tipico (e non ipertipico), ad esclusione della stagione calda, può far mangiare la polvere a qualsiasi altro cane ed ha una resistenza invidibiabile.
D’estate no, ma la stessa cosa vale per tutti i molossoidi, nessuno escluso…senza che per questo nessuno si sia mai sognato di dire che boxer o rottweiler sono “abominii creati dall’uomo” e che non possono essere definiti “cani”.
Certo, più il muso si accorcia e più bisogna stare attenti. Non voglio dire che siano tutte rose e fiori e che non possano verificarsi problemi. Però, se il cane è ben allevato, basta un minimo di attenzione per farlo vivere a lungo serenamente e per fargli fare una vita “da cane” (in senso buono) a tutti gli effetti. Teniamo anche presente che questo è un cane da compagnia: non è nato per scalare le montagne, ma per vivere nella società umana. E questo lo può fare benissimo.
Se avete un bouledogue che non cammina, non respira, non si accoppia eccetera eccetera… non prendetevela con la razza: chiedetevi, piuttosto, se non abbiate sbagliato la fonte di acquisto.